Lavoro agile nel contratto del comparto funzioni locali.

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La notizia di qualche giorno fa è che Aran e Organizzazioni sindacali hanno firmato l’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro 2016-2018 per i circa 467.000 pubblici dipendenti appartenenti al comparto Funzioni locali, che comprende regioni, enti locali, camere di commercio e altri enti territoriali.

Immagino che la gran parte degli italiani non se ne sia accorta (anche io ho dovuto approfondire), ma per la prima volta nella storia, in un contratto di lavoro del pubblico impiego si parla di:

LAVORO AGILE.

E in che termini?

Viene istituito un organismo paritetico per l’innovazione, che viene definito come

” una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle
organizzazioni sindacali […], su tutto ciò che abbia una
dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo
dell’ente”.

E di cosa si occupa questo organismo?

progetti di organizzazione e innovazione,
miglioramento dei servizi – anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro
agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – al fine di formulare proposte
all’ente o alle parti negoziali della contrattazione integrativa.

Niente male davvero. L’augurio è che si dia corso a queste indicazioni quanto prima in tutte le grandi pubbliche amministrazioni locali e, soprattutto, che questo organismo abbia il giusto mandato per operare una vera innovazione.

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Cos’è lo smart working? Un viaggio.

Oggi si parla di smart working sui giornali, un piccolo momento di gloria per chi ci lavora tutti i giorni. Ma cos’è per me, che da anni cerco di dare un significato a questa parola?

Un viaggio.

Un percorso alla scoperta di un modo di intendere il lavoro al servizio della persona e non viceversa. Un punto di vista basato sull’essere umano con le sue esigenze e potenzialità.

Soltanto quando il lavoro prova a mettersi in questa prospettiva, può tirar fuori il meglio da ognuno di noi. Possiamo davvero raggiungere la realizzazione personale, che non identifico con i soldi o con la carriera, ma con il dare un senso al proprio lavoro.

Da questo pensiero derivano tutte le conseguenze materiali, la libertà dal tempo e dallo spazio, la possibilità di veder valorizzato il proprio talento e creatività. Tutto questo oggi è “smart working”, ma siccome lo “smart working” è un viaggio, domani potrà essere anche altro.

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Themselves

Individuality is not just tolerated…but actively encouraged – particularly when it comes to employees expressing the fun side of their personalities…All of this is based on the belief that when people are happy and have the freedom to be themselves, they are more productive and give more of themselves.

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Bains G., (2007)Meaning Inc: the blue print for business success in the 21th century. London: Profile book.

Il telelavoro visto da vicino…

…perche’ si sa, visto da vicino nessuno e’ normale.

Nella citta di Torino ad oggi ci sono 43 dipendenti che telelavorano e altri 13 tra poco telelavoreranno.

Oggi ha ancora senso parlare di telelavoro? Si, esiste, ha una sua precisa normativa, esistono persone che lo fanno. Qualche tempo fa mi e’ venuta un’idea: perche’ non li facciamo incontrare tutti tra loro, i piu’ esperti, i meno datati e quelli che ancora devono incominciare?

Detto, fatto (troppa gente ascolta le mie idee strampalate).

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Oggi dunque ci siamo trovati tutti insieme, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo raccontati. Abbiamo evidenziato cosa funziona bene e cosa meno, cosa possiamo migliorare. Abbiamo fornito all’amministrazione uno strumento di valutazione e riflessione. Abbiamo capito a quali facce corrispondono le voci che sentiamo al telefono, abbiamo capito come ognuno di noi abbia la sua storia e il suo telelavoro cucito su misura.

L’impressione generale e’ quella di un gruppo estremamente motivato sul lavoro e  concentrato sul raggiungimento degli obiettivi assegnati.

Un lavoratore pubblico parecchio diverso da quello che la maggioranza degli italiani pensa di conoscere.

Empowerment

Uno stile di gestione orientato all’empowerment dei dipendenti, cioè finalizzato a renderli autonomi e indipendenti, attraverso l’attribuzione di attività significative; soprattutto quando si voglia generare un ambiente organizzativo orientato alla valorizzazione della diversità.

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Clima aziendale. Crescere dando voce alle persone, Stefano Basaglia, Chiara Paolino, EGEA, 2015