Frasi assurde su telelavoro/smartworking…

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Ormai è qualche tempo che svolgo la mia mansione in telelavoro e oggi vorrei pubblicare qualche frase assurda sentita sul lavoro fuori ufficio, perchè ogni tanto è necessario sdrammatizzare.

Si dice il peccato, ma non il peccatore…contesto e fonte sono anonimi…aggiungete la vostra frase assurda qui sotto!

Ah, tu domani non lavori (nel senso che non vado in ufficio).

Beh, e anche per questa settimana hai lavorato (detto da un collega nel giorno di rientro)

“Ho troppo rispetto del mio lavoro per farlo a casa” mentre rientra da pausa caffè, sigaretta e bagno…

“Ma come, sei in telelavoro e hai anche le ferie?”

Il telelavoro è possibile solo per gli operatori , un ingegnere non lo potrebbe fare mai.

Un aspetto positivo dello smartworking è che a casa posso bere quello voglio.

Ma se mi suonano alla porta e perdo mezz’ora, quando lavoro da casa, recupero a fine giornata?

“Non si può lavorare da remoto perché non posso controllare se stai andando a fumare!”

Lavori con una ditta in America? E come fanno a sapere che stai lavorando?

“Ma non so, quando lavori…e poi se sbagli? meglio parlarne di persona…sei troppo lontana”

“Ah, quindi abiti in Sicilia? …non saprei, non abbiamo mai lavorato con dei siciliani… ti facciamo sapere”

“E come li firmi i progetti?”

“Come fai se non vi vedete in faccia?”

“Quando i clienti vengono in sede è professionale far vedere che c’è qualcuno che lavora. È anche una questione d’immagine”…

Come fai ad alzarti e lavorare? Io starei a letto tutto il giorno.

Ma se uno non lavora, come ve ne accorgete? (perche’, se uno cazzeggia in azienda e sta su FB tutto il giorno, tu te ne accorgi?).

Comodo starsene a casa…e farsi mandare anche lo stipendio!

 

Adotta1Blogger perché…

Questo blog è nato con un’ambizione: cambiare l’opinione della gente (in Italia) sul lavoro. Far capire che non è stando seduti su una certa sedia che si lavora bene. Liberare dai vincoli dello spazio e del tempo i lavoratori.

Partendo dal nulla era un’utopia più che un’ambizione.

Ogni volta che però mi scoraggio, penso a cosa possa servire tutto questo, qualcuno mi cerca, mi aiuta, mi consiglia, mi chiede collaborazione.

Un’altra grande ambizione di questo blog era essere rete.

Oggi lo è.

E allo stesso tempo fa parte di tante altre reti, che lo aiutano a sostenersi.

Ecco dunque cosa vuol dire per me appartenere ad una community come #adotta1blogger:

UNIRE I PUNTINI, CHE ALTRIMENTI NON AVREBBERO SENSO.

Distanza = libertà

In questi tre anni in cui ho lavorato a distanza ho raccolto tante storie simili alla mia. Simili per le modalità di lavoro. Vorrei sintetizzare, trovare un minimo comune denominatore per tutte queste storie. C’è chi si è reinventato una vita dopo una maternità, chi ha scelto di seguire l’amore della sua vita, chi vuole essere libero di girare il mondo, chi vuole stare esattamente dov’è facendo del mondo un posto migliore. Tutte queste storie mi hanno insegnato molto. La mia  vita stessa si è rivoluzionata lavorando da casa.

La cosa che tutti abbiamo in comune è il profondo desiderio di libertà.

Ognuno di noi l’ha trovata a suo modo.

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Odiavo i lunedì

bitmoji1939303951I lunedì, quelli dopo le feste in particolare, mi uccidevano. Iniziavo i primi malori la domenica dopo pranzo.

Sono guarita? Parecchio.

La lunga sfilza delle levatacce per attraversare la città al buio è un ricordo lontano. Oggi sarò in rientro in ufficio, ma a cuor leggero, sapendo che sfrutterò bene le mie ore di permanenza tra un incontro e l’altro e che il resto della settimana lo gestirò in piena autonomia.

Lo scrivo per farvi invidia? (così direbbero i miei figli)

No, lo scrivo perchè una vita così è possibile per tutti…rimanente sintonizzati perchè a febbraio ne parleremo a Torino…

Buon Natale dall’albero più eco-solidale d’Italia!

Buon Natale a tutti voi che mi leggete!

Vi faccio gli auguri con questo albero

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perchè, anche se non l’ho visto dal vero, l’ho visto nascere e crescere a distanza (come mio solito) grazie agli amici e ai social network.

Mi piace offrirvi questa immagine perchè è segno di vita, di rinascita e di nuove speranze.

Quale modo migliore per festeggiare un bambino che nasce?

Apriamo le braccia per accoglierlo!

 

Organizzazione del lavoro a distanza

Nell’ambito della progettazione delle differenti configurazioni del lavoro a distanza, la considerazione delle preferenze e degli interessi degli attori coinvolti rappresenta una questione fondamentale. Difatti, il successo di un’iniziativa di lavoro a distanza è fortemente influenzata da come il lavoratore remoto percepisce tutte quelle conseguenze che tipicamente discendono dalla “distanza” tra lavoratore e organizzazione.

L’organizzazione del lavoro a distanza, di Concetta Metallo edito da Giappichelli, 2007

Vacanze paperless

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Se mi conosceste sul serio sapreste che io non butto quasi nulla.

Con tre figli e un paio di traslochi qualcosa in verità ho buttato (nella raccolta differenziata).

Quest’estate mi accingo a mandare in pensione (forse non la butterò) l’ultima pietra miliare cartacea che mi segue in vacanza: la rubrica di quando ero adolescente.

Devo dire che:

oggi ho più del doppio degli anni,

il 90% delle persone scritte lì hanno cambiato casa,

il 50% delle persone scritte lì non so più chi siano…

… quindi quest’anno ho deciso di fare un file condiviso in cluod con famigliari in cui scrivere quella decina di indirizzi utili.

Ma la domandona è: a cosa mi serve ancora la rubrica?

A ricordare qualche indirizzo di amici (miei, ma ormai soprattutto dei miei figli) a cui mandare la classica cartolina estiva.

Quindi effettivamente io mi libererò dell’ultimo residuo cartaceo, ma  cedendo alla vecchiata delle cartoline, riverserò carta sui destinatari 😉