La giornata della felicità

Oggi 20 marzo è la giornata della felicità,

sapevatelo.

Nonostante questo vi sentite ancora tristi? Negli ultimi mesi ho lavorato per voi. Ho intrapreso un viaggio nei meandri della felicità sul luogo di lavoro.

Proprio in un momento in cui la mia vita professionale ha cercato di distruggere la mia stessa felicità, quello in cui profondamente credo, la filosofia dello smartworking…

Questo viaggio tuttavia mi ha sempre permesso di avere uno sguardo di fiducia e sono convinta che possa aiutare anche voi.

Vi regalo quindi qui sotto le prime cinque tappe.

  1. Viaggio verso la felicità. Tappa n° 1 del Manifesto
  2. Viaggio verso la felicita’. Tappa n 2: Fucking Monday
  3. Viaggio verso la felicità. 3° Tappa: Lavoro Agile. L’ambizione di essere felici
  4. Viaggio verso la felicità. Tappa n 4. Competere o Cooperare? 
  5.  Viaggio verso la felicità. Tappa n° 5: La palestra della Felicità  

Ci vorrebbe una moglie

Incontro un caro amico, manager in una multinazionale americana. […] Entusiasta mi racconta che è riuscito finalmente a cambiare casa e ha dedicato un ambiente al suo ufficio. Così, mi dice, evito lunghi spostamenti, ore nel traffico, eccetera. Trattasi di manager di una multinazionale, loro sì che lavorano per obiettivi, a fine trimestre c’è qualcuno che tira una riga e, se i numeri vanno bene, non interessa a nessuno dove tu sia a produrre i risultati.

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Servizio

Uno stile di gestione dei collaboratori improntato al servizio (verso l’organizzazione e la società) e alla loro crescita (non solo professionale). Questo si configura come uno dei mezzi più efficaci per ottenere un clima di lavoro orientato alla trasparenza e all’equità.

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Clima aziendale. Crescere dando voce alle persone, Stefano Basaglia, Chiara Paolino, EGEA, 2015

Cooperare a distanza

Molti miei collaboratori vivono in altri continenti, ma grazie alla posta elettronica, a Skype, al telefono e via dicendo, è come se fossero seduti nella stanza accanto alla mia. Il mio studio nei boschi del New England è altrettanto vicino a Cambridge, Massachusetts, quanto alla casa di Roger a Londra o all’ufficio di Hisashi a Tokyo. Grazie a tutto questo, le idee e le innovazioni produttive possono diffondersi in poco tempo a grandi distanze. Oggi ci sono innumerevoli modi grazie ai quali la cooperazione può prosperare.

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Persone che lavorano in rete, chi le ferma?

Come molti hanno a ragione fatto notare, i motivi che ci spingono a collaborare sono di rado disinteressati: ci interessiamo di questi problemi per tutti i motivi che guidano l’agire umano. Ma abbiamo sempre ricercato il sapere per un mix eterogeneo di ragioni, semplicemente perché siamo esseri umani. In realtà, la ricca varietà delle nostre motivazioni è di per sé tema di speranza. E’ così poco quello che ci impedisce di imparare e collaborare che anche il più debole dei motivi può spingerci a contribuire. Di conseguenza, non abbiamo ancora una valida idea di cosa non possano fare delle persone collegate quando lavorano in rete.

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Smartworking, da dove inizio?

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Quando ognuno di noi inizia qualcosa di nuovo, come prima cosa si rivolge a qualcuno che lo sta già facendo. Non è detto che l’esperienza dell’altro sia esattamente la risposta che cerchiamo, spesso ci pone soltanto altre domande e ci indica la strada della nostra ricerca.

Da quando ho aperto questo blog il mio pensiero sul telelavoro, lavoro agile, smartworking è evoluto. Sono cambiata io, è cambiato il contesto. Ma soprattutto gli interlocutori. Se dovessi ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla mia crescita personale e professionale in questi anni dovrei elencarne troppi, qualcuno di loro ha semplicemente scritto un libro dall’altra parte del pianeta.

Tornando in Italia, se qualcuno volesse iniziare il suo percorso sullo smartworking da dove potrebbe partire?

Io inizierei leggendo cosa stanno facendo gli altri. Vi propongo quindi gli accordi sindacali sull’argomento ad oggi presenti in Italia e vi auguro un autunno fecondo di lavoro intelligente.