Lavorare in modo diverso è possibile. Io ho scelto di essere una Assistente Virtuale.

Vi regalo una bella storia per Natale. Oggi un post sotto la neve di una persona incontrata sul web, che vive a Saluzzo ma lavora nel mondo.

(Guest post di Maela Marin)

Saluzzo sotto la neve oggi.
Saluzzo sotto la neve oggi.

Oggi nevica. Sorrido pensando che per andare in ufficio non dovrò mettermi alla guida su strade intasate di traffico. Sorrido e guardo la neve che scende fuori dalla finestra di casa mia. Sono a casa, ma sono al lavoro.

Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei lavorato da casa mi sarei messa a ridere. Davvero.

Ho studiato lingue perché mi piaceva viaggiare, incontrare persone di culture diverse, parlare con loro, capirle.

Così ho iniziato a lavorare come commerciale e con il tempo sono diventata responsabile dei mercati esteri in una piccola azienda. Un sogno.

Ho adorato il mio lavoro: cercare nuovi potenziali clienti, andare a trovarli, viaggiare in giro per l’Europa da sola. Sono stati anni davvero belli e che mi hanno insegnato molto.

Grazie a quel lavoro sono cresciuta, ho imparato ad organizzarmi, a lavorare in modo indipendente. Negli anni è cresciuto anche il mio interesse per il mondo digitale, il blogging, nuovi mezzi per comunicare con i clienti, un modo nuovo di fare marketing.

E senza quasi che me ne rendessi conto ho iniziato a scontrarmi con l’immobilità aziendale, la rigidità del “Si è sempre fatto così e così sempre si farà.”

L’amore per il mio lavoro c’era ancora, ma iniziavo a sentirmi insofferente verso i ritmi imposti dalla vita in ufficio, le 10 ore fuori casa, il tempo perso in macchina. La perenne lotta per conciliare lavoro e vita personale. Le ferie “standard” due volte l’anno. I viaggi di lavoro fissi e sempre più rari quelli per svago. Sentivo che non era più quella la vita che volevo. Leggevo di smart working, di lavoro agile e sognavo la flessibilità. Sapevo che esisteva un modo di lavorare diverso, ma purtroppo sapevo anche che non l’avrei ottenuto in azienda. “Si è sempre fatto così e così sempre si farà.”

È stato proprio in quel periodo di insoddisfazione che navigando su internet, ho trovato il sito dei Nomadi Digitali e grazie a loro ho scoperto la storia di Mary Tomasso e il suo corso per diventare Assistente Virtuale.

Mi sono iscritta al corso e frequentandolo ho capito che quella professione, ancora quasi sconosciuta in Italia, poteva essere perfetta per me. Ho costruito il mio business plan, creato il sito, ho preparato le basi per la mia nuova attività e… mi sono lanciata. Ho lasciato il posto fisso in azienda per lavorare da casa come Assistente Virtuale. Per qualcuno una scelta folle, per me una scelta ponderata e necessaria.

Ora uso le mie competenze linguistiche e commerciali per assistere imprenditori che lavorano con l’estero. Da remoto, senza essere fisicamente in ufficio con loro.

Sono ancora all’inizio della nuova attività, un po’ presto per fare bilanci o tirare le somme. Ma grazie a questo lavoro ho scoperto una nuova dimensione: niente più corse pazze per arrivare in ufficio, niente più orari rigidi da rispettare. Lo stress è magicamente diminuito.

Certo, per avere la flessibilità che sognavo ho dovuto rinunciare al posto fisso e crearmi una mia attività, ma sono contenta della scelta. Per ora ci metto tutta la passione e la competenza che ho, felice di poter crescere ogni giorno, di sentirmi realizzata professionalmente, senza rinunciare a ritmi di vita più “umani”.

Tutto perfetto? Assolutamente no. Come dico sempre il lavoro da casa non è per tutti.

Al di là della difficoltà di gestire una propria attività indipendente, bisogna comunque sapersi organizzare, saper decidere in autonomia, essere molto (ma molto) diligenti e allenarsi a evitare le distrazioni. E occorre essere portati a lavorare in solitudine.

Lavorare da remoto non è per tutti, ma è comunque una possibilità che andrebbe offerta a chiunque.

Per alcuni potrebbe essere la conferma che la vita in ufficio è decisamente meglio.

Per altri potrebbe essere una piacevole scoperta.

Per gli imprenditori potrebbe essere un modo per scoprire e sfruttare potenzialità inespresse.

A mio avviso sarebbe di sicuro un arricchimento per l’azienda.

Utopia? Spero di no. Da quando ho iniziato a lavorare come Assistente Virtuale ho scoperto aziende e realtà bellissime che riescono ad organizzarsi con team in remoto, promuovendo il lavoro agile e la flessibilità. Ho visto che un modo diverso di lavorare esiste, è possibile.

La rivoluzione digitale è in corso, il mondo del lavoro sta già cambiando. Ci resta solo da chiederci “voglio farne parte? O voglio restare indietro?”.

Io ho scelto 😉

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