Con la flessibilità? Io ci ballo il tango!

tangueri
foto Renzo Fava

Oggi gioco in casa.

Intervisto un collega ed amico, ingegnere, da oltre un decennio dipendente del Comune di Torino, che di recente usufruisce della flessibilità oraria.

In cosa consiste la flessibilità lavorativa di cui usufruisci?

Consiste in una distribuzione delle 36 ore lavorative diversa dalla quella classica che prevede quattro giornate di sette ore e mezzo ore più pausa pranzo e una di sei. Nello specifico il mio profilo orario consiste in due giornate cosiddette lunghe di nove ore lavorative più pausa pranzo e tre di sei ore, queste ultime senza pausa pranzo. Tale profilo prevede straordinari esclusivamente pre-autorizzati e non dà diritto al cosiddetto scorrimento (uscite anticipate e posticipate senza necessità di permessi), mantenendo comunque la flessibilità in ingresso esattamente pari ai profili tradizionali.

Per quale motivo l’hai scelta?

L’ho scelta perché sentivo la necessità di cambiare la solita routine lavorativa pluriennale e soprattutto, in corrispondenza delle giornate corte, per poter aver più tempo da dedicare alla vita extra lavorativa quali commissioni, famigliari, amici e faccende domestiche e soprattutto hobby quali la cucina e in forma maggiore il tango argentino in tutti i suoi aspetti quali la storia, l’evoluzione, lo stretto legame con la migrazione italiana, la tradizione e primariamente lo studio e la pratica del ballo.

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Foto Daniela Aleotti

Vantaggi?

Nella vita privata molti per le motivazioni di cui in precedenza apportando un maggior entusiasmo e interesse nella routine di tutti i giorni. Sotto l’aspetto lavorativo una diversa organizzazione del lavoro con risvolti positivi legati alla presenza di minori tempi morti sul lavoro  e una maggior efficienza dovuta principalmente all’entusiasmo  di poter dedicare tre pomeriggi interi alla via extra lavorativa: grandissimo privilegio!!!

Lo consiglieresti?

Mah, innanzi tutto lo sconsiglierei a coloro che hanno una vita metodica e priva di scopi e hobby extra lavorativi, per tutti gli altri soggetti sicuramente lo consiglierei. I primi tempi potrebbe accadere di essere un po’ confusi e disorganizzati perché non abituati a gestire il tempo a disposizione,  poi diventa un qualcosa di quasi irrinunciabile, sicuramente ancor più in presenza di figli e famigliari con problemi. Poi in una struttura lavorativa molto statica e poco stimolante, un cambio di orario e di abitudini può essere rinfrancante e regalare un po’ di entusiasmo, almeno per i primi tempi…

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