Soffocati dalla carta…

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Moriremo soffocati dalla carta o prima o poi impareremo a liberarcene?
Sentite cosa ha da raccontare chi sta eliminando la carta dall’INAIL…Giuseppe Cardinale Ciccotti (ve ne avevo già parlato).

D: Il suo lavoro consiste nel…

R: Sono responsabile del funzionanento e dell’evoluzione di tutti i data center e di tutte le infrastrutture tecnologiche dell’INAIL. E’ mio compito garantire che ogni giorno l’INAIL e tutti i miei colleghi possano assicurare ai cittadini e alle imprese, le prestazioni e i servizi previdenziali a cui hanno diritto e che sono nella mission dell’INAIL.

D: Il vostro cambiamento è iniziato dalle infrastrutture informatiche…perchè vi siete posti un obiettivo per il 2016…quale?
R: Il nostro obiettivo finale è la completa digitalizzazione dell’Ente. E’ un percorso lungo ma che va affrontato di corsa e con decisione perchè come PA dobbiamo essere all’altezza delle aspettative e delle necessità delle imprese e dei cittadini più produttivi e più competitivi. Per servirli al meglio dobbiamo essere come loro, seguirli nel cambiamento. La digitalizzazione fa leva sulle tecnologie ma prevede una profonda riprogettazione dei processi di backend in ogni recesso dell’Ente, in modo che possano essere ottenuti tutti i vantaggi della digitalizzazione: efficienza, rapidità, flessibilità e trasparenza.
Nel 2016 dovremo raggiungere molti obiettivi, abbiamo un complesso piano strategico IT che descrive oltre 150 progetti operativi raggruppati in progetti e programmi strategici.
E’ un piano ambizioso e gli obiettivi sono molteplici ma il 2016 è un anno di transizione perchè il piano è triennale fino al 2017.

D: Cosa significa che la pubblica amministrazione deve attuare una “contaminazione da fuori”?
R: La PA deve essere all’altezza delle aspettative dei suoi utenti. Le aspettative cambiano prima ancora delle norme perchè si modificano i contesti e le tecnologie nello specifico contribuiscono in maniera decisiva accelerando l’adozione di nuovi modelli di comportamento, di fatto modificando il contesto in cui la PA opera. Le società commerciali sono per natura più rapide a cogliere le opportunità che si creano e ad interpretare i sentimenti dei loro utenti.
La contaminazione è quindi confrontarsi con le aziende leader in certi specifici servizi o che hanno introdotto innovazioni significative, per individuare e introdurre rapidamente nella PA le innovazioni che gli utenti si aspettano.

D: Cosa è capitato infine alla vostra organizzazione del lavoro?
R: La digitalizzazione ha messo in discussione tutto, anche aree che si pensavano “al sicuro” vengono interessate. L’IT da esecutore è diventata propulsore del cambiamento. Ci siamo resi conto che la leva tecnologica non è sufficiente: occore modificare l’organizzazione. La Direzione Centrale dei Sistemi Informativi è diventata quindi Direzione Centrale per l’Organizzazione Digitale per indicare questa mission così estesa.

D: Cosa pensa in generale dello smartworking in Italia?
R: Sconta diffidenze culturali di chi è abituato da sempre a misurarsi solo con il tempo impegato al lavoro e non agli obiettivi raggiunti. La difficoltà e la diffidenza ad elaborare un nuovo modello di valutazione individuale fa si che ogni iniziativa anche indubbiamente positiva come quelle che vanno incontro ad un più auspicabile bilancio vita-lavoro vengano presentate e vissute come un beneficio assitenziale e non come un’opzione in più a vantaggio del singolo e dell’azienda.

D: Vuole aggiungere qualcosa?
No grazie, in bocca al lupo.

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2 thoughts on “Soffocati dalla carta…

  1. Complimenti Laura, stai riuscendo a portare nel tuo blog i più autorevoli rappresentanti del cambiamento della PA! Ascoltare quello che sono riusciti a fare e quello che hanno in mente di raggiungere è una boccata di ossigeno per chi vive in quella dimensione del processo evolutivo della PA in cui i dinosauri non hanno ancora passato la mano 🙂

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