Dinosauri estinti nella PA?

dinosauri

Ho la lacrima facile lo ammetto, in questo periodo di saggi, addii, feste di fine anno.
Devo dirvi quindi che mi sono emozionata quando ho visto arrivare questa email.
Avevo scritto alla corte dei conti (non dunque alla zia ) per chiedere se il Dirigente Generale della Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati (Luca Attias), avesse avuto voglia di scrivere qualcosa per il mio blog.
Sì, a volte ho manie di grandezza ingiustificate, ma questa volta mi è andata bene.
Ho ricevuto una rapida, approfondita e meravigliosa risposta…che dire… ovviamente ve la propino e vi parlerò della corte dei conti e del loro intervento a Forum PA ancora per qualche post.
Gent.ma Laura,
permettimi di darti del tu, così tutto è più semplice. Sono Fausto De Felici, collaboratore di Luca e la tua e-mail è una delle oltre 6.000 che riceviamo oramai dal 27 maggio dello scorso anno, giorno in cui, come forse ricorderai, Luca Attias tenne uno speech nel corso del Forum PA 2014 davanti a diverse personalità ed al Ministro Marianna Madia, e dopo la performance tenuta da pochi giorni al Forum PA 2015 sempre da Luca insieme a tutta la squadra della DGSIA della Corte dei conti (delle 6000, 2000 le abbiamo ricevute dal 26 maggio u.s.).
Tale numero è in continua crescita, anche in virtù dei molti convegni ai quali Luca e diversi miei colleghi hanno partecipato e continuano a partecipare come speakers, e per i quali, dobbiamo riconoscerlo …, stiamo ricevendo gratificanti attestati di stima e considerazione da parte di imprenditori e semplici cittadini, nonché da rappresentanti del mondo politico. La maggior parte di queste persone chiede di incontrare Luca per presentargli i suoi progetti o meglio le sue idee e ciò come facilmente comprenderai è umanamente impraticabile come è impraticabile che Luca possa personalmente rispondere a tutti.
Detto questo la presente risposta è comunque concordata al 100% con Luca, anzi direi che l’abbiamo scritta insieme.
Ora voglio iniziare questa mia personale riflessione, preliminarmente complimentandomi per il tuo blog molto chiaro ed interessante nei contenuti e partendo dall’intrigante sottotitolo al quale aggiungo l’importanza che le persone hanno come motore primo del lavoro, a prescindere dallo spazio fisico nel quale esso viene svolto.
Ciò premesso, e posto che la nostra attività professionale viene esplicitata nell’ambito della Pubblica Amministrazione, lo smartworking in generale, ed il telelavoro alle dipendenze dello Stato in particolare, richiedono sicuramente un ripensamento finalizzato a rendere più agili le norme di riferimento che attualmente limitano la materia a particolari esigenze personali e quasi tutte circoscritte a situazioni di impedimento a raggiungere i luoghi di lavoro per problemi di natura fisica. Ma in una Pubblica Amministrazione che ha tra i suoi simboli principali “il tornello” non c’è da stupirsi.
In realtà le strategie per la crescita digitale e l’ormai inarrestabile processo di digitalizzazione ci impongono un “cambio di verso”, soprattutto dal punto di vista culturale: mi riferisco principalmente ad una attenzione, nell’ambito della cultura manageriale, che imponga ad ogni dirigente di indicare in modo chiaro e misurabile -sia dal punto di vista dei tempi che delle modalità- le attività assegnate ad ogni singola unità di personale condividendo, nel contempo, l’obiettivo finale da raggiungere (cosa non scontata!).
E’ ovvio come questa definizione, unita all’utilizzo degli strumenti propri delle tecnologie dell’informazione, svuoti di significato il concetto stesso di “luogo di lavoro”, inteso nella sua accezione, come “centro operativo” fino ad oggi ritenuto requisito immodificabile di ogni rapporto di lavoro. Così come è inutile sottolineare i notevoli benefici in termini economico-finanziari insiti in tale ripensamento.
Tutto questo è ciò che stiamo tentando di costruire nella nostra specifica realtà professionale; una struttura tecnica dedicata allo sviluppo ed alla gestione dell’ICT (Information & Communication Technology) di una Amministrazione centrale dello Stato come la Corte dei conti.
Non possiamo definirlo ancora “telelavoro”, ma il nostro è un vero e proprio progetto di avvicinamento allo “smartworking” sforzandoci di rendere sempre più centrale e gratificante lo svolgimento delle attività e la risoluzione dei problemi ad esse connessi, a prescindere dalla presenza fisica del lavoratore davanti alla propria scrivania in un determinato ufficio della Corte.
Certo, è un percorso non semplice, ma percorribile se unito ad un solido senso etico e soprattutto ad una cultura di squadra (si pensi al fatto di non avere strumenti di incentivazione economica al lavoro extra-orario o festivo non svolto all’interno dei locali dell’Istituto, o alle limitazioni orarie dovute al rispetto di fasce orarie predefinite non soggette a recupero economico in caso di assenze sostitutive della presenza fisica …). Ma, del resto:

“Sembra impossibile finché non viene fatto” (N. Mandela).”

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17 thoughts on “Dinosauri estinti nella PA?

  1. Guardatevi su internet (su innovaTV) lo show di Luca Attias e della sua squadra, io ero presente e non credo ci sia stato mai ninete di così straordinario nella storia della PA.

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  2. Perchè molti casi di telelavoro nella PA sono falliti? Perchè i dipendenti pubblici ne approfittavano per farsi gli affaracci loro. Finchè in Italia non cambia il senso civico dei cittadini sarà sempre tutto inutile.

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    1. Grazie, pezzo bellissimo 🙂 non so se mi è piaciuto di più Brad Pitt o quando parla delle carriere folgoranti di chi (nel pubblico o privato) invece di lavorare cura i rapporti politici o sindacali. Il problema che vedo io di più sono i tecnici promossi manager incapaci di intrattenere rapporti umani…figuriamoci gestire persone (vedi risposte alle domande).
      Grandi spunti davvero. Dunque qualche speranza…

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  3. Non ti sorprendere che Luca Attias ti abbia risposto con me lo ha fatto se non ricordo male alle 4 del mattino. Se ci fossero 100 persone come lui nella classe dirigente italiana saremmo molto più vicini alla Danimarca.
    Complimenti per il tuo blog.

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  4. Mi domando come sia possibile in un Paese civile non cercare di sfruttare al massimo le capacità del miglior manager che abbiamo a disposizione.

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  5. Non confondere Luca Attias e la sua squadra con la Corte dei conti c’è una differenza abissale. Attias e la sua squadra potrebbero e dovrebbero essere sfruttati molto meglio per il bene del Paese.

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