SMARTWORKING E FORUM PA 2015

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Come fare se Roma è lontana e Forum PA (con i suoi tre incontri sullo smartworking  ) si terrà lì?

Certo sarebbe stato bello seguire qualcosa in streaming, ma se non era previsto? Arrendersi?

E perché farlo se conosci chi ci andrà e seguirà appassionatamente?

Ecco qui che appena chiuso l’evento perseguito Marina e sento a caldo le sue impressioni.

Tanti gli interventi sullo smartworking inteso in senso largo, quello che ristruttura un intero ufficio e modo di lavorare cancellando l’utilizzo della carta, ignorando da dove lavori. Quello smartworking che parla di cambiamento di prospettiva, di porsi degli obiettivi da raggiungere, non un numero di ore da trascorrere.

Quello che parla di Umanesimo Manageriale… di persone che in ufficio non abbandonano le proprie caratteristiche umane per rivestire ruoli formali.

Quello che ha un modo diverso di vivere il lavoro, motivare le persone, collaborare e attingere al loro potenziale innovativo, che si accorge che la corruzione nella PA e il mancato sviluppo digitale viaggiano accoppiati, e non teme di indicare le responsabilità della diffusa arretratezza culturale della classe dirigente.

E non sono solo venditori di tecnologie e consulenti a parlare di questa trasformazione, ci sono accademici che mettono in pratica le teorie, alti dirigenti dello Stato, amministratori locali e perfino un prefetto.

Pure troppo bello e alla fine del terzo giorno in realtà Marina è po’ depressa.

Depressa perché ascolta queste cose e ne vede altre. La Pubblica Amministrazione che vede ogni giorno è un tantino diversa e pensa…non ce la farà a diventare così.

Eppure come nelle migliori favole c’è un bel finale.

Il Direttore dell’Ufficio Esercizio Infrastrutture IT dell’INAIL arriva e spiega come a partire dall’esigenza di migliorare la performance del suo ufficio, a fronte dei tagli alla spesa e del ridotto turn-over, abbia rivoluzionato completamente il modo di lavorare.

La trasformazione è totale, coinvolge persone, strumenti di lavoro e arriva a rimodellare gli spazi fisici. Il tempo è liberato dall’intervallo tra il timbro di entrata e quello di uscita ed è ottimizzato in funzione di obiettivi lavorativi e personali. La dimensione confortevole del lavoro in ufficio non è più cercata dietro alla porta chiusa di una stanza, oltre il PC e i mucchi di carta che invadono una scrivania, ma in luoghi fisici predisposti per lavorare in team, accoglienti e trasparenti.

Se l’esigenza è quella di concentrarsi, si può stare ovunque, connessi con la propria comunità lavorativa, non solo grazie al web, ma soprattutto dalla comunanza di intenti.

I risultati? Risparmi per ridimensionamento di spazi, mancati costi per mobili, attrezzature, manutenzione, beni di consumo, riduzione di malattie brevi, rientri dal part time, rientri anticipati dai congedi per maternità, riduzione dei congedi per cure parentali, aumento di produttività.

Le previsioni? Arrivare a 5 milioni di euro/ anno di risparmio…

L’ultima volta che Marina era stata in un ufficio dell’INAIL per richiedere un documento era stata invitata a recarsi alla Sede Centrale perché quella sede periferica non era “abilitata”…. Se all’INAIL qualcosa si era mosso e con quell’entusiasmo allora……

Marina è tornata a casa con parecchia voglia di fare…acchiappiamone un po’ al volo anche noi!

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