Uniamoci in telelavoro, colleghi della PA!

cadit

Ho fatto una bella scoperta e la voglio condividere con voi!

Alcuni tele-colleghi della pubblica amministrazione hanno fondato un’associazione di difesa e promozione del telelavoro. Come potevo tenermi per me una chicca così?

http://infocadit.jimdo.com/

Per voi ho intervistato il loro portavoce ufficiale Matteo Guccione…
1) Quando nasce l’associazione e perché?
R: L’associazione è nata l’anno scorso a marzo, dopo un lungo periodo di confronto e discussione tra colleghi dell’ISPRA, spinti da alcuni episodi di contrasto con la dirigenza del personale (che come quasi tutti i responsabili del personale di quasi tutte le amministrazioni pubbliche) tenacemente contrari al telelavoro.
Era accaduto infatti che nominalmente, avevamo scritto delle richieste di chiarimento in merito a interpretazioni restrittive delle norme vigenti sul telelavoro nella P.A. e per tutta risposta eravamo stati minacciati di provvedimenti disciplinari per aver svolto divulgazione di atti che non ci competevano e a loro dire non divulgabili.
Linea Amica, l’help desk della Funzione Pubblica che però è interpellabile solo indirettamente per telefono e email, e poi un avvocato del lavoro da noi sentito per la questione, consigliavano di mettere in piedi uno “strumento collettivo” che ci permettesse di colloquiare con tutti i livelli istituzionali e anche all’interno del nostro ente, in modo impersonale, comunque rappresentativo di un certo gruppo di impiegati e al riparo da rappresaglie individuali.
2) I componenti sono tutti telelavoratori? Quanti sono?
R: Al momento siamo circa una quarantina, e non tutti sono telelavoratori. Molti aderiscono per condivisione degli obiettivi pur non essendo interessati direttamente al telelavoro; altri (come ciclisti o persone che optano per trasporti pubblici o eco-compatili) perché interessati al discorso della mobilità sostenibile.
3) Quando avete capito che dovevate ampliare il vostro discorso a tutta la PA?
R: Da subito, mentre scrivevamo lo statuto e l’Avvocato aveva già diffuso la notizia presso altri colleghi di altre amministrazioni che infatti poi ci hanno contattato.
4) L’associazione nasce da ISPRA…quale legame vedete tra telelavoro e ambiente?
R: ISPRA, come organo tecnico del Ministero dell’Ambiente, è coinvolto e responsabile di molte azioni riguardanti le buone pratiche per diminuire gli impatti ambientali. Per quanto riguarda il cambiamento climatico e quindi tutte le possibilità per ridurre le emissioni di gas climalteranti, ISPRA ha partecipato all’elaborazione e diffonde molti documenti che riguardano la mobilità sostenibile. ISPRA poi, insieme al Ministero della Salute e all’ISS, fa parte di un gruppo di lavoro che monitora gli effetti sulla salute degli inquinamenti dell’aria. Il traffico veicolare su gomma, è infatti uno dei principali responsabili dell’emissione di gas serra. All’interno delle raccomandazioni per il contenimento del traffico veicolare, vi è il telelavoro (ovviamente diffuso non come ora, ai minimi termini, ma in adeguate masse critiche) come strategia per ridurre l’esigenza di mobilità non indispensabile.

 

Quindi cosa aspettate a iscrivervi? Tutte le informazioni sono sul sito, l’entusiasmo è molto, le cose da fare molte di più.

Inutile dire che mi sono già iscritta!!!

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