La storia di Alessandra.

Io posso dire, senza timore di esagerare, che per me il 25 marzo del 2013, è iniziata una nuova vita.

Nella “vita precedente” ero la classica donna lavoratrice, mamma di due figli, piena di impegni ovviamente il più delle volte coincidenti come giorno e orario, con un marito sovente in viaggio per lavoro (beato lui…!), delle “nonne” in condizioni di salute precarie ed ero completamente dipendente dalla buona volontà di uno suocero ancora attivo per tappare i buchi dell’organizzazione familiare e sostituirmi in caso fossi necessaria in due posti contemporaneamente.

La mia costante sensazione era di ansia, ansia di non farcela a fare tutto, di esserci per tutti, di incastrare tutto quanto senza dimenticare nulla o far pesare a uno dei miei figli la mia mancanza. Inutile dire che non sempre ce la facevo e questo mi faceva sentire manchevole, inadeguata, perché suvvia, anche se una sa di avercela messa tutta, in fondo siamo donne e i sensi di colpa fanno parte del nostro DNA…

Il giorno nel quale finalmente mi è stato consegnato il computer, ha segnato per me una svolta, ho “iniziato a respirare”, ho rallentato per la prima volta dopo tanti anni, ho sentito come se improvvisamente le mie spalle avessero scaricato un peso che mi portavo sempre in giro, per di più correndo.

Mi sono subito “assestata” molto bene nella mia nuova situazione, intanto uscivo da un periodo particolarmente difficile dovuto alla malattia e conseguente scomparsa di mia madre avvenuto a dicembre, proprio durante il periodo dei corsi di formazione, per cui la totale tranquillità e solitudine nella quale mi sono trovata è stata per me un vero sollievo. Il mio lavoro inoltre, è totalmente autonomo, in ufficio ho un solo “coinquilino” che si occupa di un lavoro completamente diverso dal mio.

Il fatto di essere sempre di corsa e affannata ha influito anche sul rapporto con i colleghi, io non mi sono mai potuta permettere, ad esempio, di dover recuperare ritardi, altrimenti non avrei fatto in tempo a prendere i figli all’uscita da scuola e asilo e non potendo ovviamente costringere gli altri a fare le corse assieme a me, non mi sono mai concessa il “lusso” di un pranzo in compagnia, della chiacchiera davanti al caffè, quindi di amicizie in realtà, da quando sono arrivata in Comune nel 2008, non ne ho fatte un granchè.

A tutto questo associamo il fatto che il mio è un carattere abbastanza solitario, insomma, non ho patito e non patisco il fatto di essere sola (con la mia gatta però!)

Grazie al telelavoro e al conseguente minor stress mi sono accorta però di avere più voglia di socializzare con alcune persone che fino a quel momento avevo conosciuto solo superficialmente, come alcune mamme dei compagni di scuola di mio figlio più grande, con una in particolare siamo diventate amiche e ci aiutiamo reciprocamente in caso di necessità. Non mi pesa più se mi ritrovo per casa un paio di ragazzini per la merenda, se devo programmare di vederci con qualcuno perché so che se mi organizzo un attimo ce la faccio a fare tutto (o quasi). Ad un certo punto mi sono accorta che se pianifico i miei impegni come si deve, ho perfino del tempo per me, da non credere…

Ho mantenuto molte abitudini che avevo quando al mattino mi alzavo per correre al lavoro, mi sveglio ugualmente prestissimo, mi lavo, mi vesto e accompagno i miei figli a scuola e asilo, non passo la giornata in tutona e ciabatte, ecco…

Dal punto di vista lavorativo non è cambiato praticamente nulla, lavoravo molto per conto mio anche prima, ho degli obiettivi da raggiungere in determinati tempi, la differenza è che ora rendo molto di più in termini di tempo e precisione, dato che il mio lavoro è di carattere prettamente contabile. Con il mio capoufficio mi sembra che le cose vadano nel migliore dei modi, quando ci vediamo controlliamo insieme alcune cose che magari per telefono è un po’ difficile chiarire, organizziamo il lavoro per la settimana successiva, stampo i documenti che necessitano di firme e di essere trasmessi.

Lati negativi? Forse se ci penso un attimo mi vengono in mente… beh, forse all’inizio ero più “produttiva” nel senso che al mattino prima di mettermi al computer e iniziare a lavorare avevo già fatto di tutto, pulito la casa, steso il bucato, sistemato tutto, e magari fatto anche un po’ di fitness, adesso mi sono un tantino “seduta” , sono effettivamente più rilassata e la mancanza di stress mi porta ad essere meno frenetica.

I miei familiari sono contenti, all’inizio mio figlio più grande, che ha 11 anni , ha provato a fare un po’ il “furbo”, gli è scappata un paio di volte la classica battuta “tanto sei a casa”, ma ho provveduto a farlo rientrare subito nei ranghi. Mio marito mi vede contenta e di conseguenza lo è anche lui, il fatto che io lavori da casa lo rasserena perché gli fa pesare meno il fatto di dover viaggiare parecchio per lavoro, sa che posso affrontare meglio le sue assenze e provvedere alle esigenze dei bambini senza grossi problemi.

Gli “altri” che ne pensano? Oddio, non che me ne faccia un problema, l’opinione della gente mi interessa solo fino a un certo punto, c’è un po’ di tutto, l’invidioso, quello “che non lo farebbe mai”, quello che ti guarda come dire “già lavori in Comune, e ho detto tutto, pure da casa, se, vabbè….” e poi per fortuna ci sono le persone amiche, quelle che ti conoscono, che sanno tutto di te e sono contente di sapere che qualche problema in questo modo lo hai risolto, anche loro ti invidiamo magari un po’, ma in maniera positiva.

Nel periodo che è trascorso da quando sono in telelavoro sono riuscita a d affrontare tutta una serie di incombenze ed imprevisti ai quali, venendo in ufficio sarebbe stato impossibile provvedere in maniera efficace e abbastanza serena.

Roberto, il nostro “psico-trainer” all’inizio del nostro ultimo incontro ha chiesto se ci sentivamo fortunate, molte di noi non hanno risposto o hanno detto un no che sottintendeva una autodifesa, un non voler concedere nulla a un mondo che in fondo discrimina ancora chi lavora in questo modo, io sono stata zitta per pudore e timidezza, ma un bel SI era lì che stava per uscire…

Detto ciò che vi devo dire… che vorrei che il telelavoro fosse “per sempre”? Beh, onestamente si, tornare indietro sarebbe un problema non indifferente, non ho faticato ad abituarmi a telelavorare ma faticherei sicuramente moltissimo a tornare ai ritmi di prima, d’altronde a stare meglio ci si abitua subito, a stare peggio no…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...