Solitudine e creatività.

Se è vero che la solitudine è una chiave importante per la cretività, allora dovremmo tutti apprezzarla un po’ di più, insegnare ai nostri figli a lavorare in maniera indipendente, concedere ai nostri impiegati privacy e autonomia in abbondanza. E invece ci muoviamo sempre di più nella direzione opposta.

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Cronaca dello Smart Working a Forum PA

[Guest post di Marina Penna]

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Se non ricordo male quattro anni fa si è parlato per la prima volta di smart working a Forum PA in un breve workshop. Negli anni successivi gli eventi espressamente dedicati all’argomento si sono moltiplicati e arricchiti di contenuti e il tema viene richiamato nei molti eventi in cui si affronta il tema dell’innovazione e della digitalizzazione. E’ evidente che si sta diffondendo la consapevolezza che gli investimenti in tecnologia, per essere efficaci, vanno affiancati da un lavoro, prima di tutto culturale, sull’organizzazione.

L’evento che più mi ha colpito ieri è stato quello organizzato dal MEF sulla sperimentazione dello smart working nella complessa organizzazione che lo caratterizza, descritta anche attraverso testimonianza filmata di smart worker e dirigenti. L’aspetto che non esito a definire eccezionale (nel senso letterale del termine) è che ad illustrare il percorso c’erano un Capo Dipartimento, un Direttore e un Dirigente e che tutti e tre non raccontavano qualcosa che aveva scritto per loro qualcun altro, ma riportavano la propria esperienza e non nascondevano la soddisfazione per quello che avevano realizzato. Si sono messi in gioco davvero e hanno avuto il riscontro di essere sulla strada giusta!

Credo che questa sia la chiave di volta per lo sviluppo dello smart working nella PA e ciò che caratterizza la differenza fra le amministrazioni che stanno operando una svolta consapevole che avrà ricadute sull’efficacia della propria azione amministrativa e quelle che stanno approcciando al lavoro agile come ad un obbligo a cui sottostare studiando tutti gli accorgimenti per evitare che introduca qualche cambiamento nell’organizzazione costituita.

L’intervento finale del prof. Corso di PoliMi ha dato ulteriore slancio all’evento con almeno tre affermazioni forti, cardini di una visione positiva dell’amministrazione futura:

Lavorare in smart working deve diventare un modalità che caratterizza tutta l’attività, in ufficio o altrove.

Se l’ottica è quella dell’organizzazione del lavoro, qual è il senso di mettere un tetto alla percentuale dei lavoratori agili? L’obiettivo sia il 100%!

Servono regolamenti snelli con poche regole semplici e chiari, fatti per chi vuole rispettare le regole. Per quelli che non rispettano le regole serve altro.

Guest star a Forum PA: lo Smart Working!

Gladiators Logo

Questa settimana a Roma ci sarà il grande evento annuale di Forum PA. Sarà un momento di condivisione per aiutare tutti noi dipendenti pubblici e tutti i cittadini a riflettere sulle nuove idee per una pubblica amministrazione migliore.

Tantissimi i temi, uno più interessante dell’altro…ma come sapete, io ho delle spiccate preferenze.

Dunque vi segnalo due eventi in cui lo Smart Working sarà l’ospite principale:

24 maggio, 2018  da 09:30 a 13:00

Digital transformation e smart working della PA [ co.17 ]

Sala: Sala 1

e

  da 14:00 a 14:50

Smart Working: Fattori critici di successo e leve progettuali [ ad.22 ]

Sala: Sala Academy

 

Buona partecipazione a tutti!

Tempo e progetti

La tecnologia, l’evoluzione della società (la mutazione della famiglia, il ruolo della donna, i cambiamenti demografici) e del lavoro (sempre meno <<esecutivo>> e sempre più alla ricerca del valore aggiunto creativo e imprenditoriale) hanno rivoluzionato le tradizionali dimensioni del tempo e dello spazio di lavoro. Non necessariamente in ufficio, non necessariamente dalla mattina alla sera, non necessariamente nella stessa regione in cui si vive. Oggi parliamo di part time verticali e orizzontali, di home office, di smart working, di <<banca delle ore>>, di gap year (anno sabbatico).

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Smart Working Day 2018: parte da Torino!!!!!!!

Torna lo Smart Working Day, un’occasione per avvicinarsi allo Smart Working e confrontarsi con esperti e innovatori, scoprire casi di ispirazione e nuovi approcci e concept alla base della collaborazione. Un evento per condividere esperienze e conoscere più da vicino, trend ed evoluzioni sul fenomeno.

Qual e’ la differenza e perché ve ne parlo? Sara’ per la prima volta a Torino e la città patrocinerà l’evento!

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Il tour organizzato da Seedble, Inside Factory e Be Happy Remotely, nato e partito nel 2017, ha raggiunto lo scorso anno le città di Milano, Roma, Napoli, Treviso e Catania con più di 1000 smart worker iscritti, 28 sponsor e 5 media partner; e più di 20 testate giornalistiche hanno scritto di Smart Working Day.

 

Quest’anno lo Smart Working Day si propone nuovamente l’obiettivo di far riflettere sui cambiamenti in atto nel modo di pensare il lavoro, di collaborare e vivere la propria professione e lo farà nelle seguenti tappe:

  • 10 Maggio, Torino
  • 21 Maggio, Milano
  • 05 Giugno, Firenze

 

Un’occasione per andare alla scoperta dello Smart Working e delle sue molteplici declinazioni.

Cos’è lo Smart Working Day?

 

Cresce lo Smart Working in Italia: 305 mila lavoratori agili, +14% rispetto al 2016.

Il 36% delle grandi imprese ha già progetti strutturati di Smart Working, il 7% delle PMI e il 5% delle PA. Gli Smart Worker sono l’8%.

Enormi i benefici potenziali da un’adozione matura del Lavoro Agile: +15% di aumento della produttività, meno assenteismo e costi, miglioramento del work-life balance, riduzione dell’inquinamento.

 

Questo è quanto riportato nei risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano.

 

Lo Smart Working Day è l’evento verticale che vuole proiettare le organizzazioni verso il futuro del lavoro, e verso i benefici derivanti dall’implementazione del lavoro agile all’interno delle imprese, sopra citati. Una giornata interamente dedicata allo Smart Working e alla scoperta delle nuove logiche che stanno rivoluzionando il modo di lavorare e collaborare delle organizzazioni.

 

Rivolto a responsabili HR e IT, Facility Manager e a tutti coloro che desiderano attivare lo Smart Working nella propria organizzazione, crescere e sperimentare il cambio di paradigma.  

Perché partecipare?

Perché ha senso avviare un progetto di innovazione e cambiamento? Quali i vantaggi e le potenzialità? Chi ha introdotto lo Smart Working, quale percorso sta seguendo? Chi sono gli Smart Worker e come diventarlo?

 

Partecipare allo Smart Working Day permetterà di trovare le risposte giuste a queste domande e di conoscere ed approfondire l’universo del lavoro agile attraverso casi studio reali, consigli, suggerimenti, esperienze e scenari futuri con esperti del settore e manager di grandi aziende.

 

Le novità e le conferme dello Smart Working Day 2018

Per l’edizione 2018 si confermano i relatori dello scorso anno, ma con una novità, l’arrivo di un nuovo speaker.

Ritorna il Salotto Live come momento di confronto e scambio di opinioni in ambito smart working e lavoro agile, con professionisti di vari settori.

I relatori

Il tema dello smart working sarà affrontato a 360° grazie a 5 workshop che coglieranno spunti e punti di vista sul cambiamento nel nostro modo di lavorare.

 

Andrea Solimene illustrerà scenari e strategie; Giovanni Battista Pozza si occuperà di far cogliere il giusto mindset digitale per un’ottimale collaborazione da remoto; Samuel Lo Gioco parlerà di approcci allo smart working e di Leadership; l’Avvocato Sergio Alberto Codella si occuperà della parte normativa, con una chiara panoramica su smart working e GDPR; infine Luca Brusamolino si occuperà di evoluzione degli spazi, come conseguenza del cambiamento nel nostro modo di lavorare.

 

Il Salotto Live

Spazio dedicato al confronto, il Salotto Live quest’anno vedrà tra i protagonisti varie figure inerenti allo smart working.

Nella tappa di Torino, il prossimo 10 Maggio in Copernico Garibaldi si confronteranno Elena Miglia, Responsabile Progetto Smart Working del Comune di Torino,  la Prof.ssa Annamaria Castellano dell’Università di Torino; Luca Furfaro, Presidente Giovani CDL di Torino e Sara Stefani di Reale Group.
Per maggiori informazioni e per prendere parte allo Smart Working Day, visita il sito ufficiale http://www.smartworkingday.it

Modalità flessibili di lavoro nel pubblico impiego: diffusione e caratteristiche

Fresco di pubblicazione il rapporto Enea che ci tiene aggiornati sulla situazione del lavoro flessibile in Italia nelle PA, cliccate QUI!

Grazie a Marina Penna che raccoglie pazientemente i dati ogni anno e ci spiega le sue motivazioni proprio nel report:

analizzare e dare visibilità, attraverso un report annuale, ai modi e alla rapidità con cui le amministrazioni e gli enti pubblici si muoveranno per raggiungere l’obiettivo, è un modo per contribuire all’auspicato processo di cambiamento.

Voglio qui riproporvi un paio di infografiche che ci fanno riflettere sul lavoro che ancora possiamo portare avanti e migliorare…

 

Marina mi dice anche che sta già lavorando ai dati del 2016 da poco pubblicati e che sono molto incoraggianti: i numeri cominciano ad aumentare in modo apprezzabile…

Lavoro agile nel contratto del comparto funzioni locali.

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La notizia di qualche giorno fa è che Aran e Organizzazioni sindacali hanno firmato l’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro 2016-2018 per i circa 467.000 pubblici dipendenti appartenenti al comparto Funzioni locali, che comprende regioni, enti locali, camere di commercio e altri enti territoriali.

Immagino che la gran parte degli italiani non se ne sia accorta (anche io ho dovuto approfondire), ma per la prima volta nella storia, in un contratto di lavoro del pubblico impiego si parla di:

LAVORO AGILE.

E in che termini?

Viene istituito un organismo paritetico per l’innovazione, che viene definito come

” una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle
organizzazioni sindacali […], su tutto ciò che abbia una
dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo
dell’ente”.

E di cosa si occupa questo organismo?

progetti di organizzazione e innovazione,
miglioramento dei servizi – anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro
agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – al fine di formulare proposte
all’ente o alle parti negoziali della contrattazione integrativa.

Niente male davvero. L’augurio è che si dia corso a queste indicazioni quanto prima in tutte le grandi pubbliche amministrazioni locali e, soprattutto, che questo organismo abbia il giusto mandato per operare una vera innovazione.